Ieri sera mi è successa una cosa incredibile. Era tardi, avevo visto un film, avevo già preso la mia camomilla (si....perchè mi sto disintossicando dai sonniferi...ma è un'altra storia), e sono uscito sulla terrazza per fumarmi l'ultima sigaretta e lei era lì, grande e brillante specchiandosi nel mare. La luna a falce, sorgendo dal mare, perfetta, grande grande e gialla gialla. E io ho fatto la stessa faccia di un bimbo che vede qualcosa di sorprendente per la prima volta. Mi sono stupito. Però è stato uno stupore repentino, inaspettato, mai provato da tanti anni. E mi sono stupito.....del mio stupirmi. Si perchè ormai non mi stupisco più di niente. Gli anni rendono stupidamente tutto più scontanto; i problemi, le paranoie, le congetture ci riempiono le giornate accecandoci. Cammino per la vita vedendo solo quello che voglio vedere e pensando che sia l'unica cosa che c'è da vedere. Ehhhh (sospiro)...... quando ho smesso di stupirmi per un bel tramonto, per i riflessi rossi del sole nelle nuvole o per un arcobaleno? O meglio, quando e perchè ho smesso di cercarli?
Però ieri sera c'era lei.....silenziosa e brillante e bella, e mi ha chiamato.
venerdì 30 maggio 2008
Lo stupore di saper stupirsi.
lunedì 26 maggio 2008
da Cento sonett d'amore - Pablo Neruda
No te quiero sino porque te quiero
y de quererte a no quererte llego
y de esperarte cuando no te espero
pasa mi corazon del frio al fuego.
Te quiero solo porque a ti te quiero,
te odio sin fin, y odiandote te ruego,
y la medida de mi amor viajero
es no verte y amarte como un ciego.
Tal vez consumirà la luz de Enero,
su rayo cruel, mi corazon entero,
robandome la llave del sosiego.
En esta historia solo yo me muero
y morirè de amor porque te quiero,
porque te quiero, amor, a sangre y fuego.
Non t'amo se non perchè t'amo
e dall'amarti a non amarti giungo
e dall'attenderti quando non t'attendo
passa dal freddo al fuoco il mio cuore.
Ti amo solo perchè io ti amo,
senza fine t'odio, e odiandoti ti prego,
e la misura del mio amor viandante
è non vederti e amarti come un cieco.
Forse consumerà la luce di Gennaio,
il raggio crudo, il mio cuore intero,
rubandomi la chiave della calma.
In questa storia solo io muoio
e morirò d'amore perchè t'amo,
perche t'amo, maore, a ferro e fuoco.
domenica 25 maggio 2008
Consapevolezza
Riporto la nota che Virginia Woolf lasciò a suo marito prima di suicidarsi.
La più bella lettera d'amore.
Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi, faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.
Oggi ho riempito per 3 ore l'enorme vuoto assordante che mi porto dietro, come un fardello, da 25 giorni esatti.
Niente chiarimenti, poche parole.....solo presenze.
Chi sbaglia, paga.....è giusto. Ma non è anche giusto dare la possibilità della redenzione? Per il perdono ci vuole tempo, è vero..... ma non tempo fatto passare passivamente. Ci vuole intenzione, sacrificio, tencia, forse rabbia, una lotta contro se stessi....per rispetto alle cose belle che uno ha vissuto.
Perdere tutto senza lottare, senza soffrire, lasciando scivolare tutto nell'oblio...che senso ha?
L'amore......più è vero e più è sofferto.
E te lo dico qua, con un nodo alla gola, con l'anima implosa, con il cuore esposto...
Perdonami.
Se puoi....
Se vuoi....
Maledetto orgoglio.
Maledetto pregiudizio.
sabato 24 maggio 2008
Se tu mi dimentichi - Pablo Neruda
Voglio che tu sappia
una cosa.
Tu sai com'è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
ol il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste
aromi, luci, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.
mercoledì 21 maggio 2008
La solitudine ti ricorda che quello che era non è più e il mondo che continua a girare e a vivere ti sembra che non rispetti il tuo dolore...cosi grande...così silenzioso.
Io non so cosa sarà, arrivo stancamente alla notte tutti i giorni, in silenzio, ripetendo automaticamente piccoli riti per marcare un equilibrio effimero.
Mi sveglio la mattina e non sono pronto a rivivere il solito giorno tutti i giorni. Mi piacerebbe mettere tutto in stand-by per poter respirare senza pensare che mi sto perdendo qualcosa.
E' tardi....Morfeo mi aspetta....e io ho paura.